La Corte di Giustizia dell’Unione Europea è tornata nuovamente a pronunciarsi sull’effettivo ambito di applicazione del diritto di comunicazione al pubblico, previsto dall’art. 3 della Direttiva 2001/29/CE (e, nel nostro ordinamento, dall’art. 16 L.633/1941).
La «comunicazione al pubblico» presuppone:
- che l’opera protetta venga comunicata secondo modalità tecniche specifiche, diverse da quelle utilizzate fino a quel momento, come nel caso in cui un contenuto radiodiffuso via canale televisivo terrestre sia successivamente ritrasmesso su Internet
- oppure che la comunicazione sia rivolta ad un «pubblico nuovo», ossia a un pubblico che non sia già stato preso in considerazione dai titolari del diritto d’autore nel momento in cui hanno autorizzato la comunicazione iniziale della loro opera al pubblico.
La fattispecie da ultimo esaminata dai giudici europei si riferiva a una casa di riposo per anziani che ospitava stabilmente un’ottantina di persone, nella quale il gestore ritrasmetteva simultaneamente via cavo, nelle singole camere e negli spazi comuni, i programmi televisivi e radiofonici ricevuti tramite il proprio impianto satellitare.
La Corte ha in primo luogo escluso che la ritrasmissione effettuata dal gestore della casa di riposo implicasse una nuova trasmissione indipendente dalla comunicazione originale (sottolineando, quindi, la differenza rispetto al caso di ritrasmissione su Internet di un segnale televisivo terrestre). Inoltre, ha evidenziato che i residenti di una casa di riposo per anziani vi abitano in via permanente e, di conseguenza, non costituiscono un «pubblico nuovo», a differenza di quanto avviene nel caso degli ospiti di un albergo, dei clienti di un istituto termale o degli inquilini di un immobile oggetto di locazioni brevi ad uso turistico.
Con sentenza del 30 aprile 2026 (resa nella causa C-127/24), la Corte ha quindi stabilito che la ritrasmissione simultanea via cavo, nelle singole stanze, di programmi ricevuti via satellite non rientra nell'esclusiva di comunicazione al pubblico riconosciuta agli autori di opere dell’ingegno protette dal diritto d’autore.
(Fabrizia Serpieri)
