Skip to main content

La Corte di Cassazione Penale, con sentenza del 28 luglio 2025, n. 27641, ha riconosciuto al cubo di Rubik la natura di opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore.

A fondamento della decisione, i giudici di legittimità hanno richiamato le motivazioni espresse il 30 aprile 2025 dal Tribunale di Venezia, che ha ricondotto il noto puzzle tridimensionale nell’ambito delle opere di industrial design.

Le opere del disegno industriale possono accedere alla tutela d’autore qualora presentino – oltre al requisito del carattere creativo richiesto dalla legge autore per tutte le tipologie di opere dell’ingegno – anche il requisito del valore artistico.

La sussistenza di quest’ultimo elemento è stata riconosciuta dalla giurisprudenza in presenza di una serie di elementi oggettivi, quali il riconoscimento della creazione di design in ambiti critico-specialistici, la sua esposizione in mostre o musei, la pubblicazione su riviste specializzate e l’attribuzione di premi.

Il valore artistico è stato, quindi, identificato con la c.d. “storicizzazione” dell’opera, ossia il fenomeno per cui un oggetto di design diviene un’icona sociale o del costume.

La circostanza che il cubo di Rubik sia dotato di valore artistico è stata ravvisata nella sua esposizione in alcuni tra i principali musei del mondo (ad esempio, il MoMa di New York) e nella sua menzione quale oggetto iconico degli anni Ottanta in testate giornalistiche e opere teatrali o cinematografiche.