L’art. 15 della Direttiva (UE) 2019/790 (Direttiva Digital Copyright) attribuisce agli editori di giornali i diritti esclusivi di riproduzione e comunicazione al pubblico per l’utilizzo on line delle loro pubblicazioni di carattere giornalistico da parte di prestatori di servizi della società dell'informazione.
Negli ultimi anni è spesso accaduto che gli articoli di giornale (al pari di altri contenuti protetti dal diritto d’autore) siano stati utilizzati da alcune big tech per addestrare i propri sistemi di AI, senza autorizzazione dei titolari dei diritti. In questo contesto è emerso il dubbio che le attività di training possano ricadere nell’eccezione ai diritti d’autore prevista dall’art. 4 della Direttiva Digital Copyright per le operazioni di text and data mining (TDM).
Allo stato attuale la questione non è pacifica: in qualche caso, infatti, è stata riconosciuta l’applicabilità dell’eccezione di TDM all’addestramento dei sistemi AI, ma alcuni ritengono che le attività di training debbano essere collocate al di fuori di tale eccezione.
A questo stato di incertezza è chiamata a porre rimedio la Corte di Giustizia, alla quale il Tribunale di Budapest ha proposto una domanda pregiudiziale (C-250/25) volta a chiarire se il processo di addestramento di un chatbot basato su un LLM mediante l’uso di pubblicazioni a carattere giornalistico costituisca attività di riproduzione e, in caso di risposta affermativa, se tale attività rientri nell’eccezione prevista dall’art. 4 della Direttiva Digital Copyright.
(Fabrizia Serpieri)
