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Navigando sul web è possibile fruire di contenuti che non formano oggetto di alcuna privativa ma è altrettanto probabile accedere a materiali protetti da diritti di proprietà intellettuale.

Ad esempio, la pubblicazione sulla propria pagina social di aforismi reperiti on line può determinare una violazione di diritti d’autore, qualora detti componimenti presentino il requisito della creatività.

È quanto stabilito dal Tribunale di Milano con sentenza del 2 luglio 2025 relativamente a due aforismi pubblicati per la prima volta dall’autore su un portale web e su una pagina Facebook, successivamente riprodotti da una influencer sul proprio profilo Instagram senza alcuna autorizzazione e senza menzione del nome dell’autore.

Lo scrittore aveva agito in giudizio lamentando la violazione dei propri diritti patrimoniali e morali d’autore, anche in considerazione del fatto che, digitando sui motori di ricerca le prime parole dei componimenti, i risultati rimandavano immediatamente all’influencer, attribuendole di fatto la paternità degli stessi.

L’autore lamentava, altresì, che un editore aveva revocato una proposta editoriale in precedenza formulata proprio a causa dei dubbi insorti sulla paternità di quei componimenti in seguito alla pubblicazione dei post da parte dell’influencer.

I giudici hanno riconosciuto la tutelabilità degli aforismi mediante il diritto d’autore e la perdita di chance cagionata all’autore dall’uso non autorizzato delle proprie opere.